BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
CALSCALE:GREGORIAN
PRODID:adamgibbons/ics
METHOD:PUBLISH
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VEVENT
UID:12103@legacy.gancio.org
SUMMARY:Corteo contro la riapertura del CPR e mobilitazione nazionale contr
	o i mille volti del razzismo di stato
DTSTAMP:20260430T023825Z
DTSTART:20241031T230000Z
DTEND:20241102T225500Z
DESCRIPTION:PROGRAMMA:VENERDì 1 Novembre CORTEO nel quartiere San Paolo con
	tro la riapertura\ndel CPR di Corso Brunelleschi - TorinoORE 16 - PIAZZA R
	OBILANTSABATO 2\nNovembredalle ore 10 ASSEMBLEA al CSOA GabrioDOMENICA 3 N
	ovembredalle ore 10\nASSEMBLEA (solo la mattina) al CSOA GabrioSentiamo se
	mpre più urgente\,\nprioritario e impellente incontrarci e organizzarci pe
	r analizzare il reale\nmortifero in cui viviamo\, trovarci tra complici e 
	tessere le reti di alleanze\npossibili con il fine di trovare i punti di a
	ttacco all'impianto razzista che\nscandisce la quotidianità nel capitalism
	o di oggi.Il [http://oggi.Il] coraggio\ndirompente del reclusi del CPR di 
	Torino nel Febbraio 2023 non può rimanere\nsilente\, dimenticato e rifagoc
	itato dalla macchina razzista.A tal proposito\ninvitiamo compagnx\, compli
	ci\, solidali a venire a Torino nei primi giorni di\nNovembre per tre gior
	ni di discussione e mobilitazione nazionale.PER UNA\nCHIAMATA DI DISCUSSIO
	NE E MOBILITAZIONE NAZIONALECONTRO I MILLE VOLTI DEL\nRAZZISMO DI STATO Se
	 primavera ed estate 2024 sono state scandite dal calore di\nproteste\, sc
	ioperi\, rivolte ed evasioni - soprattutto dentro le galere di ogni\nparte
	 del paese - non si può dire che la controparte non stia\, di pari passo\,
	\naffilando la sua lama\, puntandola spietatamente contro poverx\, migrant
	i e\nribelli nonché chiunque porta solidarietà e prova a opporsi e resiste
	re. Gli\nstrumenti legislativi a disposizione delle procure si stanno\, in
	fatti\,\nrimpolpando di disegni e decreti legge criminogeni che mirano ad 
	ampliare il\nventaglio dei reati\, intensificarne le pene e abbassare la s
	oglia di\npunibilità.Il [http://punibilità.Il] DDL 1660\, in corso di appr
	ovazione\,\nrispecchia molto bene la realtà in cui ci vogliono costringere
	 a vivere.\nDifatti\, inmaniera molto dettagliata e puntuale\, va a colpir
	e tutti gli ambiti\ndove negli ultimi anni sono state portate avanti le pr
	oteste e le lotte più\nincisive che hanno attraversato il paese\, dai luog
	hi di detenzione (carcere e\nCPR) alle mobilitazioni contro il disastro cl
	imatico.D'altronde non servirebbe\nuno degli ultimi omicidi - in ordine te
	mporale\, e tra i più noti\, che da decenni\naccadono nelle campagne itali
	ane - di Satnam Singh a ricordarci che la linea del\ncolore e l’oppression
	e di classe segnano indelebilmente il destino all’interno\ndelle dinamiche
	 di sfruttamento della forza lavoro. O l’assassinio di Oussama\nDarkaoui n
	el CPR di Palazzo San Gervasio a ribadire\, ancora una volta\, come le\nga
	lere amministrative assolvano quotidianamente a uno dei loro compiti\nprin
	cipali: terrorizzare i/le liberx senza documenti europei - resx clandestin
	x\ndalle leggi - affinché non osino lottare\, autodeterminarsi ed esistere
	 fuori\ndagli schemi della paura e del dominio.Eppure\, questa calda estat
	e ci ha\ndimostrato che davanti alla brutale ingiustizia e violenza agita 
	dallo Stato\,\nnon è solo la paura a dominare gli animi. Da Nord a Sud le 
	proteste hanno\nscaldato i centri di detenzione - sia penale che amministr
	ativi\, ad ogni\nlatitudine e per mano di ogni età. Fuori da quelle mura\,
	 solidali e complici han\ncercato le proprie strade per mostrare supporto\
	, tessere legami\, far circolare\nle notizie\, rendersi tasselli di comuni
	cazione\, affiancando chi ha deciso di\nparlare per sé attraverso rivolte 
	e proteste.Sappiamo che il capitalismo\ndifferenziale - tanto più se in cr
	isi economica e in un panorama bellico - ha\nsempre più bisogno di allarga
	re le maglie quantitative del contenimento\,\nirregimentare i metodi di to
	rtura con il fine - neanche tanto sottinteso - di\nterrorizzare su larga s
	cala e contenere coloro che si ribellano. Guerra\,\nviolenza\, repressione
	\, sorveglianza e incarcerazione\, costituiscono gli\nstrumenti necropolit
	ici per antonomasia che si ripercuotono materialmente sui\ncorpi provocand
	o morte e sofferenza. Spezzano i legami ma\, allo stesso tempo\,\nproducon
	o nuove relazioni sociali\, nuove grammatiche del potere\, iscrivendole\na
	ll'interno di un'economia politica imperniata sulla gerarchizzazione\ndell
	'umano.La [http://umano.La] necropolitica\, provando a interpretare i\npre
	senti sconvolgimenti globali\, non è tuttavia semplicemente un processo be
	nsì\nun vero e proprio paradigma. Il conflitto bellico tra l’Ucraina e la 
	Federazione\nRussa e il genocidio in atto da parte dello stato sionista ne
	i confronti della\npopolazione palestinese\, sono – all’interno di questo 
	quadro - potenti esempi di\ncome agisce tale macchina.Alle nostre latitudi
	ni i venti di guerra soffiano in\nmolteplici direzioni\; ne sono un esempi
	o\, da un lato\, gli investimenti massicci\nnel settore bellico da parte d
	el governo Meloni\, dall'altro la stesura di\ndecreti sicurezza\, creati a
	d hoc\, in cui vengono categorizzati sempre più nuovi\nnemici interni\, ev
	ocando incessantemente una supposta minaccia incombente sulla\nstabilità d
	el sistema economico e sociale.Non limitandoci a osservare il\nfenomeno de
	lla guerra\, come mera espressione dei/delle governanti di turno o di\ncon
	tingenti necessità geopolitiche\, ci preme piuttosto leggere il presente\n
	bellico come parte integrante del capitalismo\, e nella fattispecie di que
	llo\nneoliberale\, grimaldello della paura e della retorica massmediatica:
	 base\ndiscorsiva per l'assestarsi o l'accelerare di alcune modificazioni 
	del presente.\nFondamentale\, in merito ai discorsi oggetto di questa chia
	mata\, l'intensificarsi\ndi una retorica potente sul nemico interno deline
	ato\, non solo in chi lotta o\ndissente\, ma soprattutto in colui che si t
	rova ai margini del privilegio di\nclasse e razza. A tal proposito\, il ra
	zzismo sistemico e sistematico\,\nl'islamofobia\, la clandestinizzazione f
	orzata delle persone in viaggio senza\ndocumenti europei\, la brutalità de
	lle frontiere e le morti in galere e CPR\, sono\nparte del complesso set d
	i strumenti torturatori che il potere si dà per tenere\nsotto scacco una v
	asta quantità di popolazione. Ne consegue un’architettura\nlineare che ogg
	i sfrutta sul lavoro\, domani capitalizza nei centri di detenzione\ne - ma
	gari - in un futuro guerreggiato neanche troppo lontano\, ricatta per\ncom
	porre le fila di una possibile legione straniera.Delineare la geografia de
	l\nrazzismo sistemico e sistematico diventa lo strumento analitico fondame
	ntale per\ntrovarsi\, tra complici e solidali\, riconoscersi e identificar
	e i punti di\nattacco. A seguito dell’importante chiamata promossa dalla R
	ete Campagne in\nLotta\n(https://campagneinlotta.org/violenze-e-morte-alle
	-frontiere-razzismo-quotidiano-segregazione-rispondiamo-a-tutto-questo/\n[
	https://campagneinlotta.org/violenze-e-morte-alle-frontiere-razzismo-quoti
	diano-segregazione-rispondiamo-a-tutto-questo/])\nad Aprile a Roma\, propo
	niamo un seguito di quel momento di confronto a Torino\,\nper l’1/2/3 Nove
	mbre 2024.Occasione preziosa per lanciare anche un’iniziativa\npubblica co
	ntro la riapertura del CPR di Torino\, chiuso per la prima volta nel\nMarz
	o 2023 grazie a tre settimane di coraggiose rivolte\, che han permesso al\
	nfuoco di distruggere\, totalmente\, una galera per persone senza document
	i europei\nattiva da 25 anni.Un anno e mezzo fa\, all'incirca\, il CPR di 
	Corso Brunelleschi\nveniva distrutto dalla rabbia dei reclusi\, rendendo m
	aterialmente più fragile un\ntassello della macchina delle espulsioni nost
	rane. Da quelle calde giornate\ninvernali di fuoco\, numerose sono state l
	e rivolte\, le evasioni e gli scontri\ncontro la polizia\, che hanno carat
	terizzato la quotidianità all'interno dei\nlager di Stato italiani. La vio
	lenza agita dalla detenzione amministrativa va\ninserita in un quadro ampi
	o e complesso che conduce a uno sguardo sulla macchina\ndelle espulsioni e
	 ai CPR\, come la punta visibile di un iceberg\, in cui si\nannodano più s
	trati e substrati di violenza e razzismo sistemico.Se\n[http://sistemico.S
	e]\, infatti\, il razzismo è un concetto solido - tangibile\nnella sua pro
	duzione di conseguenze materiali - urge produrre un discorso\nintellegibil
	e che\, con puntualità\, renda esplicita la geografia\ndell’oppressione\, 
	lungo la linea del colore e della classe.Estrapolare la lotta\ncontro i CP
	R\, da un discorso unicamente antidetentivo\, ci consente di rendere\nespl
	icito il ruolo che queste prigioni hanno nel fungere anche\, e non solo\, 
	da\nmonito ai liberi e rafforzare così il ricatto del permesso di soggiorn
	o. Lottare\ncontro le galere amministrative\, assume così\, un significato
	 nel porsi a fianco\ndei migranti\, lavoratori e non\, che chiedono docume
	nti\, casa e tutele per tuttx.\nIn questo panorama\, attaccare la forma ta
	ngibile di una frontiera vuol dire\nporsi al fianco di chi è rimbalzato\, 
	tramite dispositivi e leggi europee\, tra\nl’essere l’oggetto di scambio t
	ra Stati\, merce di profitto per privati\,\nstrumento di pressione mediati
	ca per fini nazionalistici e/o manodopera a basso\ncosto.Sentiamo sempre p
	iù urgente\, prioritario e impellente incontrarci e\norganizzarci per anal
	izzare il reale mortifero in cui viviamo\, trovarci tra\ncomplici e tesser
	e le reti di alleanze possibili con il fine di trovare i punti\ndi attacco
	 all'impianto razzista che scandisce la quotidianità nel capitalismo\ndi o
	ggi.Il [http://oggi.Il] coraggio dirompente del reclusi del CPR di Torino\
	nnel Febbraio 2023 non può rimanere silente\,dimenticato e rifagocitato da
	lla\nmacchina razzista.A tal proposito invitiamo compagnx\, complici\, sol
	idali a\nvenire a Torino nei primi giorni di Novembre per tre giorni di di
	scussione e\nmobilitazione\nnazionale.  //////////////////////////////////
	/////////////////////////// Per\ninfo e ospitalità scrivere a: antirazzist
	xpiemonte@autistici.org
URL:https://legacy.gancio.org/event/corteo-contro-la-riapertura-del-cpr-e-m
	obilitazione-nazionale-contro-i-mille-volti-del-razzismo-di-stato
LOCATION:Csoa Gabrio - Via Millio 42\, Torino
STATUS:CONFIRMED
CATEGORIES:
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:PROGRAMMA:VENERDì 1 Novembre CORTEO nel quarti
	ere San Paolo contro la riapertura del CPR di Corso Brunelleschi - TorinoO
	RE 16 - PIAZZA ROBILANTSABATO 2 Novembredalle ore 10 ASSEMBLEA al CSOA Gab
	rioDOMENICA 3 Novembredalle ore 10 ASSEMBLEA (solo la mattina) al CSOA Gab
	rioSentiamo sempre più urgente, prioritario e impellente incontrarci e org
	anizzarci per analizzare il reale mortifero in cui viviamo, trovarci tra c
	omplici e tessere le reti di alleanze possibili con il fine di trovare i p
	unti di attacco all'impianto razzista che scandisce la quotidianità nel ca
	pitalismo di <a target="_blank" href="http://oggi.Il">oggi.Il</a> coraggio
	 dirompente del reclusi del CPR di Torino nel Febbraio 2023 non può rimane
	re silente, dimenticato e rifagocitato dalla macchina razzista.A tal propo
	sito invitiamo compagnx, complici, solidali a venire a Torino nei primi gi
	orni di Novembre per tre giorni di discussione e mobilitazione nazionale.P
	ER UNA CHIAMATA DI DISCUSSIONE E MOBILITAZIONE NAZIONALECONTRO I MILLE VOL
	TI DEL RAZZISMO DI STATO&nbsp;Se primavera ed estate 2024 sono state scand
	ite dal calore di proteste, scioperi, rivolte ed evasioni - soprattutto de
	ntro le galere di ogni parte del paese - non si può dire che la contropart
	e non stia, di pari passo, affilando la sua lama, puntandola spietatamente
	 contro poverx, migranti e ribelli nonché chiunque porta solidarietà e pro
	va a opporsi e resistere. Gli strumenti legislativi a disposizione delle p
	rocure si stanno, infatti, rimpolpando di disegni e decreti legge criminog
	eni che mirano ad ampliare il ventaglio dei reati, intensificarne le pene 
	e abbassare la soglia di <a target="_blank" href="http://punibilità.Il">pu
	nibilità.Il</a> DDL 1660, in corso di approvazione, rispecchia molto bene 
	la realtà in cui ci vogliono costringere a vivere. Difatti, inmaniera molt
	o dettagliata e puntuale, va a colpire tutti gli ambiti dove negli ultimi 
	anni sono state portate avanti le proteste e le lotte più incisive che han
	no attraversato il paese, dai luoghi di detenzione (carcere e CPR) alle mo
	bilitazioni contro il disastro climatico.D'altronde non servirebbe uno deg
	li ultimi omicidi - in ordine temporale, e tra i più noti, che da decenni 
	accadono nelle campagne italiane - di Satnam Singh a ricordarci che la lin
	ea del colore e l’oppressione di classe segnano indelebilmente il destino 
	all’interno delle dinamiche di sfruttamento della forza lavoro. O l’assass
	inio di Oussama Darkaoui nel CPR di Palazzo San Gervasio a ribadire, ancor
	a una volta, come le galere amministrative assolvano quotidianamente a uno
	 dei loro compiti principali: terrorizzare i/le liberx senza documenti eur
	opei - resx clandestinx dalle leggi - affinché non osino lottare, autodete
	rminarsi ed esistere fuori dagli schemi della paura e del dominio.Eppure, 
	questa calda estate ci ha dimostrato che davanti alla brutale ingiustizia 
	e violenza agita dallo Stato, non è solo la paura a dominare gli animi. Da
	 Nord a Sud le proteste hanno scaldato i centri di detenzione - sia penale
	 che amministrativi, ad ogni latitudine e per mano di ogni età. Fuori da q
	uelle mura, solidali e complici han cercato le proprie strade per mostrare
	 supporto, tessere legami, far circolare le notizie, rendersi tasselli di 
	comunicazione, affiancando chi ha deciso di parlare per sé attraverso rivo
	lte e proteste.Sappiamo che il capitalismo differenziale - tanto più se in
	 crisi economica e in un panorama bellico - ha sempre più bisogno di allar
	gare le maglie quantitative del contenimento, irregimentare i metodi di to
	rtura con il fine - neanche tanto sottinteso - di terrorizzare su larga sc
	ala e contenere coloro che si ribellano. Guerra, violenza, repressione, so
	rveglianza e incarcerazione, costituiscono gli strumenti necropolitici per
	 antonomasia che si ripercuotono materialmente sui corpi provocando morte 
	e sofferenza. Spezzano i legami ma, allo stesso tempo, producono nuove rel
	azioni sociali, nuove grammatiche del potere, iscrivendole all'interno di 
	un'economia politica imperniata sulla gerarchizzazione dell'<a target="_bl
	ank" href="http://umano.La">umano.La</a> necropolitica, provando a interpr
	etare i presenti sconvolgimenti globali, non è tuttavia semplicemente un p
	rocesso bensì un vero e proprio paradigma. Il conflitto bellico tra l’Ucra
	ina e la Federazione Russa e il genocidio in atto da parte dello stato sio
	nista nei confronti della popolazione palestinese, sono – all’interno di q
	uesto quadro - potenti esempi di come agisce tale macchina.Alle nostre lat
	itudini i venti di guerra soffiano in molteplici direzioni; ne sono un ese
	mpio, da un lato, gli investimenti massicci nel settore bellico da parte d
	el governo Meloni, dall'altro la stesura di decreti sicurezza, creati ad h
	oc, in cui vengono categorizzati sempre più nuovi nemici interni, evocando
	 incessantemente una supposta minaccia incombente sulla stabilità del sist
	ema economico e sociale.Non limitandoci a osservare il fenomeno della guer
	ra, come mera espressione dei/delle governanti di turno o di contingenti n
	ecessità geopolitiche, ci preme piuttosto leggere il presente bellico come
	 parte integrante del capitalismo, e nella fattispecie di quello neolibera
	le, grimaldello della paura e della retorica massmediatica: base discorsiv
	a per l'assestarsi o l'accelerare di alcune modificazioni del presente. Fo
	ndamentale, in merito ai discorsi oggetto di questa chiamata, l'intensific
	arsi di una retorica potente sul nemico interno delineato, non solo in chi
	 lotta o dissente, ma soprattutto in colui che si trova ai margini del pri
	vilegio di classe e razza. A tal proposito, il razzismo sistemico e sistem
	atico, l'islamofobia, la clandestinizzazione forzata delle persone in viag
	gio senza documenti europei, la brutalità delle frontiere e le morti in ga
	lere e CPR, sono parte del complesso set di strumenti torturatori che il p
	otere si dà per tenere sotto scacco una vasta quantità di popolazione. Ne 
	consegue un’architettura lineare che oggi sfrutta sul lavoro, domani capit
	alizza nei centri di detenzione e - magari - in un futuro guerreggiato nea
	nche troppo lontano, ricatta per comporre le fila di una possibile legione
	 straniera.Delineare la geografia del razzismo sistemico e sistematico div
	enta lo strumento analitico fondamentale per trovarsi, tra complici e soli
	dali, riconoscersi e identificare i punti di attacco. A seguito dell’impor
	tante chiamata promossa dalla Rete Campagne in Lotta (<a target="_blank" h
	ref="https://campagneinlotta.org/violenze-e-morte-alle-frontiere-razzismo-
	quotidiano-segregazione-rispondiamo-a-tutto-questo/">https://campagneinlot
	ta.org/violenze-e-morte-alle-frontiere-razzismo-quotidiano-segregazione-ri
	spondiamo-a-tutto-questo/</a>) ad Aprile a Roma, proponiamo un seguito di 
	quel momento di confronto a Torino, per l’1/2/3 Novembre 2024.Occasione pr
	eziosa per lanciare anche un’iniziativa pubblica contro la riapertura del 
	CPR di Torino, chiuso per la prima volta nel Marzo 2023 grazie a tre setti
	mane di coraggiose rivolte, che han permesso al fuoco di distruggere, tota
	lmente, una galera per persone senza documenti europei attiva da 25 anni.U
	n anno e mezzo fa, all'incirca, il CPR di Corso Brunelleschi veniva distru
	tto dalla rabbia dei reclusi, rendendo materialmente più fragile un tassel
	lo della macchina delle espulsioni nostrane. Da quelle calde giornate inve
	rnali di fuoco, numerose sono state le rivolte, le evasioni e gli scontri 
	contro la polizia, che hanno caratterizzato la quotidianità all'interno de
	i lager di Stato italiani. La violenza agita dalla detenzione amministrati
	va va inserita in un quadro ampio e complesso che conduce a uno sguardo su
	lla macchina delle espulsioni e ai CPR, come la punta visibile di un icebe
	rg, in cui si annodano più strati e substrati di violenza e razzismo <a ta
	rget="_blank" href="http://sistemico.Se">sistemico.Se</a>, infatti, il raz
	zismo è un concetto solido - tangibile nella sua produzione di conseguenze
	 materiali - urge produrre un discorso intellegibile che, con puntualità, 
	renda esplicita la geografia dell’oppressione, lungo la linea del colore e
	 della classe.Estrapolare la lotta contro i CPR, da un discorso unicamente
	 antidetentivo, ci consente di rendere esplicito il ruolo che queste prigi
	oni hanno nel fungere anche, e non solo, da monito ai liberi e rafforzare 
	così il ricatto del permesso di soggiorno. Lottare contro le galere ammini
	strative, assume così, un significato nel porsi a fianco dei migranti, lav
	oratori e non, che chiedono documenti, casa e tutele per tuttx. In questo 
	panorama, attaccare la forma tangibile di una frontiera vuol dire porsi al
	 fianco di chi è rimbalzato, tramite dispositivi e leggi europee, tra l’es
	sere l’oggetto di scambio tra Stati, merce di profitto per privati, strume
	nto di pressione mediatica per fini nazionalistici e/o manodopera a basso 
	costo.Sentiamo sempre più urgente, prioritario e impellente incontrarci e 
	organizzarci per analizzare il reale mortifero in cui viviamo, trovarci tr
	a complici e tessere le reti di alleanze possibili con il fine di trovare 
	i punti di attacco all'impianto razzista che scandisce la quotidianità nel
	 capitalismo di <a target="_blank" href="http://oggi.Il">oggi.Il</a> corag
	gio dirompente del reclusi del CPR di Torino nel Febbraio 2023 non può rim
	anere silente,dimenticato e rifagocitato dalla macchina razzista.A tal pro
	posito invitiamo compagnx, complici, solidali a venire a Torino nei primi 
	giorni di Novembre per tre giorni di discussione e mobilitazione nazionale
	.&nbsp;&nbsp;/////////////////////////////////////////////////////////////
	&nbsp;Per info e ospitalità scrivere a: antirazzistxpiemonte@autistici.org
BEGIN:VALARM
ACTION:DISPLAY
DESCRIPTION:Corteo contro la riapertura del CPR e mobilitazione nazionale c
	ontro i mille volti del razzismo di stato
TRIGGER:-PT1H
END:VALARM
END:VEVENT
END:VCALENDAR
